AWANASGHEPS ALL THE LIFE


09/06/2008
 

VITAMINA

TI AMO

minchiatona orba sparata (senza porto d'armi) da VicioUmiegghiu | 09/06/2008 00:38 | commenti (1674)


21/05/2006
 

Post istintivo e irrazionale. Pensieri sparsi.

Sono un ragazzo qualsiasi. Un ragazzo che cerca di farcela (e che magari è anche riuscito nell'intento) ma che ha sempre quella sensazione come di aver un ovosodo in gola che non riesce mai a scendere e mai nemmeno a salire. Avete presente quello di cui parlo? Quel senso di insoddifazione generale. Un sentimento strano che rimane sempre dentro e che mi accompagnerà penso per sempre.

Qualcuno lo chiama Amore. Bhu, manco so se esiste più quella roba lì. Però so quello che non cambierà mai dentro me.

Giorni, mesi, anni. Passano le stagioni, passano le persone ma quella sensazione resta dentro di me in eterno e non va via. E basta poco per riaccendere la fiamma. Già, siamo condannati a ricordare. Che brutta arma a doppio taglio che è il ricordo. Certi momenti è bello ricordare certi altri vorresti andare alla clinica LACUNA e farti cancellare i ricordi come in quel film che tanto ho amato. Joel e Clementine si fanno togliere dalla testa il loro amore ma il destino li riunisce in uno dei finali più romantici degli ultimi anni. Finale struggente che capii solo io purtroppo...

Quindi sarebbe inutile cancellare tutto? Forse per me sì. Perchè il destino mi riporterebbe al punto di partenza sicuramente. Lo so. Peccato che sarei da solo, senza Clementine e senza finale romantico.

Dice che la malinconia non è altro che una forte presenza nel cervello di un neurotrasmettitore che si chiama sierotonina. E succede che si ciondola come foglie morte e un pò ci si affeziona a questo strazio e non si vorrebbe guarire più.

Almeno posso dire di essere cresciuto, di essere più maturo e di poter evitare (come già ho fatto qualche mese fa) di fare i soliti errori con altre persone ma alla fine il pensiero va sempre lì. A quello che sarebbe stato. Ai "se". Ai "ma". Ai "forse".

Sono l'uomo della SCELTA PRECISA. Del 100%. Odio le vie di mezzo, odio i 50 e 50. O tutto o niente. Chi mi conosce mi ama e mi odia per questo mio carattere forte. Ma sono così e non posso farci niente. O con me o senza me diceva Di Maggio. Già, Se Mi Lasci Ti cancello. E così fu.

Con tutte le mie pazzie e i miei 5mila difetti penso di essere una persona speciale, un pò fuori dal mondo. Ancorato a quei due tre valori fondamentali che qualcuno sconosce e calpesta giornalmente. Spesso mi sento lontano da tutti. Anzi sono lontano da tutti. Non riesco a comunicare più con nessuno. La gente non mi capisce. Mi sono accorto che la gente che mi sta attorno viaggia su una differente lunghezza d'onda rispetto a me. Io non ho limiti. Come i bambini (il fanciullino pascoliano docet), come i mostri. Ecco, mi sento un mostro nel senso che so di essere diverso dalla massa. E ovviamente agli occhi dei più sono io quello sbagliato. Il mostro sono io. Ma va bene così... Senza Parole.

Nel giro di pochi mesi poi ho perduto diverse persone che negli ultimi anni mi avevano accompagnato in quel gran viaggio spirituale che è la vita. E forse ne perderò altre a breve e altre in futuro, chi lo sa. Sono cambiato moltissimo. Sono finiti i tempi del "colloquio alla Vicio". Parlare per risolvere i problemi. Basta, ho dato un taglio netto a queste cose. Ne avevo le palle piene e avevo bisogno di cambiare. Ora sono una persona molto più forte e strafottente. Chi sbaglia paga. Punto.

Infine un piccolo appunto sulle donne. Vi giuro che sono tutte uguali.
Non cattive ma bonariamente egoiste. Non profumiere per scelta ma profumiere nell'animo. Intelligentissime, calcolatrici. Apparentemente confuse nascondono invece l'animo delle abili truffatrici di cuore con un solo involontario obbiettivo: il loro bene. E come un ciclo che ricomincia si torna all'inizio: quel famoso egoismo femminile tanto inconsapevole quanto doloroso (per noi maschietti).

Dimenticami per favore.

buona notte

minchiatona orba sparata (senza porto d'armi) da VicioUmiegghiu | 21/05/2006 04:10 |
 

Luoghi inviolabili della memoria
Soltanto gli orli un pò sfocati ma così indissolubili
e così troppo intensi da dirsi.

Dimentica quello che è stato comunque non ritornerà
dimentica le mie parole se puoi perdonaci
non sempre c’è un lieto fine.

Dimentica l’amore forse anche il dolore passerà
dimentica le cose belle e tutto il male sai di colpo sparirà.
 
Ovunque io sarò comunque mi resterà qualcosa di te
forse attimi ma eterni.

Dimentica tutti quei giorni perché l’amore è fisico
gli addio e i ritorni era una storia che viveva in bilico
un sentimento così forte che spesso passa il limite
non vuoi lasciarlo andare perché in fondo sai che non ti lascerà.
 
Dimentica il dolore forse l’amore ti ripagherà
dimentica tu fallo per me che ancora non so dimenticare te
dimentica perché io ancora non so dimenticare dimenticare...

minchiatona orba sparata (senza porto d'armi) da VicioUmiegghiu | 21/05/2006 03:03 | commenti (1)


13/05/2006
 

I due scudetti di Moratti. Uno che spende i soldi in giocatori e non in arbitri.

L'ennesimo editoriale di PAOLO ZILIANI... leggete amici... leggete


Come dice la Settimana Enigmistica: i due disegni differiscono in pochi, piccoli particolari. Indovinate quali.

1974, Verona in B. Il 21 aprile del ’74, quintultima giornata di campionato, il Verona batte il Napoli 1-0 (gol di Luppi) ma un giornale di Napoli scrive che Clerici – centravanti brasiliano del Napoli ed ex giocatore del Verona – ha ricevuto, alla vigilia, una strana telefonata da Garonzi, presidente del Verona.

L’Ufficio Inchieste si mobilita e interroga Clerici. Il centravanti brasiliano, che ha 33 anni, racconta: “E’ stata una telefonata tra vecchi amici. Il presidente sa che a fine carriera mi piacerebbe tornare in Brasile e mi ha promesso un interessamento per aiutarmi ad aprire una concessionaria Fiat”. L’Ufficio Inchieste va allora da Garonzi che sulle prime nega tutto. “Clerici? E’ una vita che non lo vedo e non lo sento”. Poi, messo di fronte alla confessione del giocatore, il presidente del Verona corregge il tiro: “Sì, gli ho telefonato, ma non avevo nessuna intenzione di corromperlo”.

Ebbene: l’aver mentito agli inquirenti federali costa caro a Garonzi e al Verona: è la dimostrazione – dicono i giudici – che le intenzioni con cui Garonzi telefonò al suo ex giocatore erano illecite. E benchè non ci siano intercettazioni a suffragare la tesi dell’accusa, e benchè lo stesso Clerici insista nel dire di non essersi mai sentito condizionato dalla telefonata ricevuta, la giustizia sportiva manda il Verona in serie B per illecito sportivo e squalifica a vita il suo presidente.

Tutto per una bugia.

2006, ai giorni nostri.

E adesso come la mettiamo con Giraudo? E’ questa la domanda che tutti si pongono dopo che l’amministratore delegato della Juventus ha negato, in un primo interrogatorio reso all’Ufficio Inchieste, la circostanza di una cena a quattro con Moggi, Bergamo e Pairetto avvenuta a casa sua, il 21 settembre 2004, alla vigilia di Sampdoria-Juventus (la famosa partita arbitrata da Dondarini e vinta dalla Juve 3-0 con rigore, contestatissimo, concesso dall’arbitro al 19’, rigore che sbloccò il risultato).

Citiamo testualmente dal Corriere della Sera, 10 maggio, articolo a firma Giuseppe Toti: “Molto interessante sarà la deposizione di Giraudo: ascoltato la prima volta dopo che la Federcalcio aveva ricevuto dalla procura solo il decreto di archiviazione, l’a.d. aveva infatti negato che ci fosse stata una cena a casa sua il 21 settembre, vigilia di Samp-Juve, presenti i designatori Pairetto e Bergamo. Come invece risultava dalle intercettazioni”.

Domanda: se Garonzi, per aver negato di avere telefonato al suo ex giocatore Clerici venne squalificato a vita (e il Verona mandato in serie B), a cosa va incontro Giraudo che ha negato oggi di aver ospitato a cena, a casa sua, nientemeno che i due designatori arbitrali in carica, circostanza appurata dalle intercettazioni telefoniche?

La giustizia sportiva metterà in campo due pesi e due misure oppure sarà inflessibile con Giraudo e la Juventus come lo fu con Garonzi e il Verona?

Insomma, noi siamo il paese dei tarallucci e vino, ma le scommesse – come si dice – sono aperte…

Gli scudetti di Moratti. Intanto, in attesa che la giustizia sportiva faccia il suo corso, a scanso di futuri insabbiamenti noi proviamo a dirlo: magari nell’Albo d’Oro degli Almanacchi Panini non ci sarà mai scritto, ma l’Inter di Massimo Moratti ha vinto, meritatamente, 2 scudetti.

E per quel che conta, moralmente ne ha vinto un terzo. Eh sì! Ora che è stato dimostrato che il calcio italiano è stato abitato a lungo da un’Entità Malata che ha esteso i suoi tentacoli in ogni anfratto possibile ed immaginabile, contaminando la regolarità delle partite e dei campionati; ora che sappiamo che questa Entità Malata aveva nascondigli ovunque, dagli uffici juventini in Corso Ferraris a Torino a quelli federali in via Allegri a Roma, dagli uffici arbitrali in via Tevere a Roma a quelli-Gea in Vicolo Barberini a Roma, e poi in giornali, in televisioni e chi più ne ha più ne metta; ora che sappiamo in quale modo questa Entità Malata barava, sistematicamente, al tavolo da gioco; ora che sappiamo tutto questo, è forse il caso di chiedere scusa a tutte le vittime del Grande Sopruso, ai concorrenti ingannati e truffati, e di restituire loro se non la gioia di conquiste faticosamente sudate, almeno il visto sul certificato delle vittorie.

Ora che sappiamo che Baldas, designatore degli arbitri 97-98, e Pairetto, designatore dal 99-2000 al 2004-05, non sono stati altro che pedine di un gioco sporco e truccato, burattini nelle mani di Moggi – e i loro arbitri, burattini nelle mani dei burattini -; se l’onestà e la giustizia hanno ancora un senso, bisognerebbe andare nelle strade e urlare: “Contrordine! L’Inter non ha perso, ma ha vinto – e con merito! – 2 scudetti, quello 97-98 e quello 2002-03!

E moralmente anche quello 2001-02, quello del drammatico 5 maggio, perso all’ultima giornata a vantaggio della Juventus, quando l’Inter crollò e venne scavalcata in classifica, per 1 solo punto, anche dalla Roma. Perché una cosa è certa: senza il fiato sul collo del club di Moggi e Giraudo, quell’ultima tragica partita, forse, non ci sarebbe mai stata.


PAOLO ZILIANI

minchiatona orba sparata (senza porto d'armi) da VicioUmiegghiu | 13/05/2006 15:01 | commenti (14)


11/05/2006
 

Paolo Ziliani. Chi è costui? Uno che ama il calcio. Uno che ne capisce come pochi. Un giornalista con i cosiddetti. Un funambolo della parola. Una persona seria.

Ecco cosa pensa Ziliani dello scandalo JUVE.

Adesso, dopo aver letto il contenuto delle intercettazioni tra Moggi e Pairetto; dopo aver toccato con mano la realtà di un designatore arbitrale (Pairetto) che scatta sull’attenti di fronte ai desiderata di un mammasantissima del calcio (Moggi) affrettandosi a mandargli gli arbitri e i guardalinee richiesti su ordinazione persino per vincere il Trofeo Berlusconi (e calmare le acque della montante contestazione alla Juventus del neo-assunto, e sgradito ai tifosi, allenatore Capello); dopo aver sentito Moggi dire a Giraudo che le cose con gli arbitri stanno andando a meraviglia (“Non è come l’anno scorso?”, chiede Giraudo; “No, no: con Gigi è una cannonata!”, risponde Moggi riferendosi a “Gigi” Pierluigi Pairetto); dopo aver visto Pairetto, vicepresidente della Commissione arbitri Uefa, telefonare a Moggi per dirgli: “Ehi, ti ho messo un grande arbitro per la partita di Amsterdam”, e poi aggiungere: “… era solo per dirti che io mi ricordo di te, tu invece…”; e Moggi: “Ma non rompere, adesso vedrai quando ritorno, poi te lo dico io se mi sono scordato…”; dopo avere appurato che l’istituzione arbitrale e la società Juventus hanno intrattenuto, negli anni, rapporti che definire infetti, illeciti e compromettenti è dire poco; dopo aver preso atto di tutto ciò, e cioè dell’esplosione del più vergognoso, clamoroso e infamante scandalo mai venuto alla luce nel mondo del calcio - pari solo allo scandalo-scommesse del 1980 -; appurato ciò, se il calcio fosse una cosa seria adesso dovrebbero succedere poche e semplici cose:

1) Alla Juventus dovrebbero essere tolti gli scudetti vinti nell’era-Pairetto iniziata - per la cronaca - nella stagione 1999-2000: parliamo dei 3 scudetti conquistati nel 2001-02, nel 2002-03 e nel 2004-05.
2) Luciano Moggi dovrebbe essere radiato.
3) Pierluigi Pairetto dovrebbe essere radiato.
4) Visto che abbiamo fatto la figura dei maneggioni anche in campo europeo (leggi: partite della Juventus in Champions League), sarebbe il caso di sospendere subito, a tempo indeterminato, Moggi e Pairetto per dare un segnale di serietà e dire al mondo: “Scusa tanto, stiamo provvedendo”.

Ci sarebbero poi tante altre cose su cui ragionare: per esempio la Gea, Giraudo che non si dimette, Capello che vede i suoi successi macchiati dal sospetto-certezza di favori arbitrali sempre più grossolani (e ormai inaccettabili), gli orologi da 40 milioni regalati al Biscardi della situazione, le cazziate di Moggi al Baldas (leggi: curatore della moviola), di turno, eccetera eccetera. Ce ne sarebbero, volendo, di cose da rivedere. Ma insistiamo: se il mondo del calcio non si affretta a togliere gli scudetti made in Pairetto alla Juventus, e se Moggi e Pairetto non vengono subito mandati a casa, come si potrà dare il fischio d’inizio del campionato 2006-2007 senza sentire, in risposta, le gigantesche pernacchie dei pochi sportivi accorsi negli stadi?

Paolo Ziliani

Inoltre:
QUI TUTTE LE INTERCETTAZIONI

QUI TUTTI GLI INDAGATI

vergogna!!! vergogna!!! vergogna!!!

minchiatona orba sparata (senza porto d'armi) da VicioUmiegghiu | 11/05/2006 20:18 | commenti


28/04/2006
 

Joey: Sai Dawson, io c'ho pensato spesso. E dovunque andremo non riesco ad immaginarmi senza di te
Dawson: Però sei stata bene in questi ultimi tre mesi con Pacey...
Joey: Tu sai cosa voglio dire
Dawson (con un sorriso amabile): Sì. Sì, lo so

minchiatona orba sparata (senza porto d'armi) da VicioUmiegghiu | 28/04/2006 04:01 | commenti (5)


13/04/2006
 

Guardami negli occhi
ora sto per dirti che
non avrò paura di restare senza te
se adesso te ne vai
non me ne frega niente
domani è un altro giorno
ricomincerò.
E non avrò rancore
quando parlerò di noi
nasconderò il dolore
come non ho fatto mai
ma non mi dire adesso
che ti dovrei capire
perdonami ma non ti perdonerò.
Se adesso te ne vai
e fai crollare il mondo su di me
adesso te ne vai ed io non vivo più
io so mi abituerò
a camminare senza averti accanto
non è così per te
che lo sapevi già
L'ultima valigia e poi tutto cambierà
e già qualcuno aspetta
per portarti via di qua
spero soltanto
che stavolta sia per sempre
ma quanto male fa doverti dire che.
Se adesso te ne vai
non ci sarà più posto dentro me
ti giuro d'ora in poi
io non so più chi sei
trascina via con te
le tue incertezze e la tua ipocrisia
ma il male che mi fai
non puoi portarlo via.
Diventerà uno scudo
col quale mi difenderò da te
e adesso sbatti forte
quella porta via da me.
E maledico il giorno che ci ha unito
e questo che ti vede andare via
non mi rimane che un saluto
abbasserò la testa e così sia.
E adesso te ne vai
e fai crollare tutto su di me
ti giuro d'ora in poi
non so più chi sei
se adesso te ne vai
ti chiedo solo di non voltarti mai
perché non ci sarò
se un giorno tornerai.
Guardami negli occhi
ora sto per dirti che
mentre tu mi lasci
io rinasco senza te.

minchiatona orba sparata (senza porto d'armi) da VicioUmiegghiu | 13/04/2006 13:36 | commenti (9)


06/04/2006
 

Come fa la tua pelle a sapere di pesca
Per tutta la settimana
Come fa la tua pelle a sapere d'arancia
D'arancia siciliana
Qualcuno qualcuno dovrebbe spiegarmi chi sei veramente
Perché io non lo chiederò mai a te a te direttamente
Perché io non lo chiederò mai a te direttamente
Come fa quel tuo sguardo a puntare il futuro
E a fermarsi su tutte le cose
E a passare attraverso quel mondo incantato
E arrivare alla fine del mese
Nessuno ancora nessuno è riuscito a spiegarmi
Chi sei veramente e mi sa che un bel giorno lo chiederò
A te a te direttamente
Un bel giorno lo chiederò a te a te direttamente
Ma per adesso è come stare al ristorante
Chiedere il conto senza avere in tasca niente
Mi hai allagato il cuore e te lo voglio dire così
Tanto per fare un discorso in generale
E tutto questo è come stare al ristorante
Se non hai niente da dire non dire niente
Una di rosso e mezza naturale cosi
Per continuare quel discorso in generale
Come fanno le mani a resistere ancora
E a non stringerti fino a morire

Come fanno le parole a seguirsi intrecciarsi fino a sparire
Come fa la tua voce a cantare la pioggia che cade
Il vento il sereno
La tua voce a toccare a sfumare nei colori dell'arcobaleno
La tua voce a toccare a sfumare nella luce
Dell'arcobaleno
Ma tutto questo è una questione di pazienza
Come aspettare col sorriso una sentenza
Come parlare del disordine mondiale cosi
Tanto per fare un discorso in generale
E tutto questo è come stare al ristorante
Se non hai niente da dire e vabbè non dire niente
Dimmi del mondo o leggimi il giornale
Cosi per continuare quel discorso in generale
Come fa la tua pelle a sapere di pesca
Per tutta la settimana
Come fa la tua pelle a sapere d'arancia
D'arancia siciliana

minchiatona orba sparata (senza porto d'armi) da VicioUmiegghiu | 06/04/2006 19:35 | commenti (11)


30/03/2006
 

Che si gioca per vincere e non si gioca per partecipare
Chi è ferito e non cade, ma continua ad andare
A sbattersi nel buio e a farsi vedere
A sanguinare di nascosto e a pagare da bere
A goccia a goccia, ma tu guarda, il mio cuore mangiato
L’amore ha sempre fame, non l’avevi notato
E dice sempre con disinvoltura
Senza paura dice: “mai”, senza paura mai.

Che si veste di bianco per scandalizzare
E compra rose a dozzine
E fa curvare i pianeti e fa piegare le schiene
Che si gioca per vincere e chi vince è perduto
Con una chiave ed un numero in mano
Tutta la notte aspettare un saluto
E a pensare: “TI AMO”

Chi raccoglie conchiglie dopo la mareggiata
E il cielo è ancora scuro, ma la notte è passata
E macina la sabbia dentro i mulini a vento
E che non ha mai fretta e che non ha mai tempo
E poi l’amore indecente, che si lascia guardare
L’amore prepotente che si deve fare
E gli amori ormai passati e ancora vivi nella mente
Chè dell’amore non si butta niente

minchiatona orba sparata (senza porto d'armi) da VicioUmiegghiu | 30/03/2006 16:17 | commenti (4)


26/02/2006
 

Non avere il coraggio di voltarmi. Più che altro non avere la forza. La forza di prendere l’ultimo pugno nello stomaco. A volte il destino è crudele. Sapevo quello che non dovevo sapere e speravo di non dovere imbattermi in quello che sapevo. Ma il destino è proprio stronzo. E allora ti serve a capire che hai sbagliato tutto. A volte mi chiedo: “Ho fatto tutto questo per cosa?”. Il silenzioso nulla che ne segue è una più che abbondante risposta. L’ennesimo pugno nello stomaco. E me ne stavo seduto a fissare i volti dei miei due migliori amici che con semplici sguardi cercavano di trasmettermi un po’ di conforto. Già, perché tra di noi basta uno sguardo per capire tutto. Ed io immobile. Definitivamente sconfitto non da quello che accadeva alle mie spalle ma dal sentimento fallito di chi sa di aver preso la strada sbagliata e di aver buttato inutilmente quasi quattro anni della sua vita. È brutto aver puntato quel rosso organo pulsante sul numero sbagliato più di una volta. È brutto odiare se stessi.

minchiatona orba sparata (senza porto d'armi) da VicioUmiegghiu | 26/02/2006 04:28 | commenti (10)